venerdì 24 dicembre 2010

JIU JITSU E INFORTUNI...


Ebbene sì, scrivo questo articolo. Chi meglio di me può scrivere un post sugli infortuni?
I miei amici e compagni di allenamento del RGC mi prenderanno ancora più in giro, ma del resto, come dargli torto! :-(
Nella mia carriera di lottatore agonista, che nonostante tutto, traumi, lavoro e impegni vari non ritengo ancora finita, ho subito veramente molti stop forzati, causati da numerose lesioni subite sia in gara che in allenamento... Sicuramente la fragilità è una condizione personale, non tutti siamo "resistenti" allo stesso modo e di certo uno sport comunque traumatico, soprattutto se fatto alla luce delle competizioni, come la lotta e il jiu jitsu, non aiuta a mantenere un corpo integro al 100%.
Fino ad oggi ho accumulato sei o sette distorsioni ad entrambe le caviglie, tre rotture delle dita di entrambi i piedi, una sub lussazione dell'acromion (spalla), una lesione parziale ma permanente di un dito della mano sinistra, reiterate distorsioni ai legamenti collaterali del ginocchio destro e una lussazione (che ha portato ad un 4% di invalidità permanente) del gomito sinistro. Credo di aver finito, se si escludono le orecchie frantumate.
Ad oggi, mentre scrivo, lamento un forte stiramento del quadricipite femorale destro e un dolore fastidioso ai legamenti collaterali del ginocchio destro, che mi impedisce molti movimenti in questi giorni, consentendomi di lottare a meno del 50% delle mie possibilità.
Nonostante tutto la mia passione non mi fa fermare mai (sbaglio enorme questo, il riposo dovrebbe essere sacrosanto) e continuo a tenere regolarmente lezione per i miei cari allievi e compagni di allenamento...
Quello che mi sento di dire in questo momento è semplicemente consigliare a tutti di allenarsi con la testa, stoppandosi contrariamente a come faccio io per curarsi le ferite e non danneggiare ulteriormente il proprio fisico; chi ha tempo per farlo esegua sedute di potenziamento muscolare per non gravare troppo sulle articolazioni e i legamenti; non spingere troppo nello sparring, specie se lontani dalla competizione e seguire una vita sana dedicando più ore al riposo e al sonno: un fisico stanco e stressato rischia maggiormente di traumatizzarsi.
Beh... in attesa di stare meglio, continuerò a lavorare sulla tecnica, ringraziando l'amico Max per lo studio del jiu jitsu mai come quest'anno votato alla conoscenza e all'apprendimento tecnico/tattico... ecco, proprio questo aspetto può esser sottolineato, il concentrarsi sulla tecnica pura durante gli acciacchi che non consentono allenamenti dediti alla lotta o ai circuiti, alternativa sempre valida.
Il jiu jitsu è "evoluçao" e l'aumento del proprio bagaglio lottatorio deve comunque costituire un perno fondamentale dell'atleta... quindi, se la volontà non manca mai, anche in momenti più sfortunati si può sempre continuare a fare del buon jiu jitsu.
Auguro a tutti grandi allenamenti e progressivi miglioramenti... oltre che, per chi ci crede, un sereno Natale e, naturalmente un felicissimo 2011 pieno di soddisfazioni.
Un abbraccio a tutti.